Italicum:c'è qualcosa che non va

Con 111 voti favorevoli e 34 astenuti la direzione del Pd ha approvato la proposta di legge elettorale e il pacchetto di riforme istituzionali e costituzionali:superamento del bicameralismo perfetto e revisione del titolo V. Più che approvato verrebbe da dire la direzione ha avvallato le proposte elencate e riassunte nella relazione introduttiva del segretario Renzi.

Ma entriamo nel merito: giusto il superamento del bicameralismo perfetto, si al Senato come Camera delle Autonomie, no al monocameralismo. Il Senato dovrà continuare ad esistere ed essere organo di rappresentanza (locale) e garanzia. Giusta la revisione del titolo V, occorre ridefinire meglio le competenze dello Stato e delle Regioni.


Il problema è la legge elettorale, il cosiddetto Italicum. La proposta prevede un premio del 18% per il partito o la coalizione che supera il 35% qualora nessuno raggiungesse questa soglia i primi due, partito o coalizione vanno a ballottaggio 15 giorni dopo senza possibilità di fare apparentamenti. Lo sbarramento è del 5% per i partiti in coalizione, dell'8% per i partiti che si presentano da soli. Il territorio viene suddiviso in 120 collegi(o circoscrizioni) con mini liste bloccate di 4/5 candidati.

L'Italicum sembra un ritocco del Porcellum. Ecco cosa (a mio avviso) andrebbe cambiato:

- La soglia di sbarramento è troppo bassa, bisognerebbe dunque alzarla almeno al 40%, a garantire l'eventuale governabilità ci penserà il doppio turno qualora nessuno delle coalizioni o partito dovesse raggiungere questa soglia.

- La soglia di sbarramento per i partiti non coalizzati è troppo alta, l'8%, bisognerebbe abbassarla al 4 o al 5%. La soglia all'8% potrebbe avere due effetti negativi:alterare la rappresentanza perché tenere fuori dal Parlamento una forza che raccoglie il 5%, il 6%, il 7% vuol dire tagliare fuori una parte di elettorato considerevole; ciò favorirebbe la riedizione di coalizioni eterogenee che pur di raggiungere il 35% mettono insieme tutto il contrario di tutto(ciò avvantaggerebbe in primis il centrodestra, che già alle ultime elezioni si è presentato con una coalizione composta da 9 partiti)

- Le liste restano bloccate, si passa dal listone regionale al listino collegiale o  circoscrizionale. Con la ripartizione dei seggi a livello nazionale, si incorre nell'eventualità che un elettore votando quel partito per dare sostegno a quel candidato, il suo voto faccia scattare il seggio in un altro collegio e favorisca l'elezione di un altro candidato(dello stesso partito, intendiamoci). Nell'ultima tornata elettorale il Pd fece le primarie perché l'alternativa era il Porcellum. Ora che il Porcellum è stato cancellato dalla Corte, noi invece di reintrodurre le preferenze(che per i collegi piccoli vanno bene, non per i collegi grandi in quanto troppo dispersivi e costosi) manteniamo le liste bloccate. Dire faremo le primarie non basta per due motivi: primo o le fanno tutti o non le fa nessuno, c'è da dire anche che le primarie coinvolgono da sempre una parte dell'elettorato non tutto, secondo, in caso di un eventuale secondo turno faremo votare le persone 3 volte per scegliere un parlamentare. Pura follia.

Renzi non può dire prendere o lasciare, accettare il pacchetto così com'è o salta tutto, perché questa non è politica, questa non è democrazia. La direzione ha dato l'indirizzo ma il luogo dove queste cose si discutono, si approfondiscono e poi si votano è il Parlamento.

Oreste Sabatino

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