Le ragioni di una scelta
Tra poche ore il popolo delle primarie sarà chiamato a
scegliere il quinto segretario del Partito Democratico. Da subito ho scelto di
sostenere Gianni Cuperlo, perché credo che la sua persona, il suo progetto
incarni la mia idea di partito e di società.
Il deludente risultato elettorale, il triste passaggio
dell'elezione del Presidente della Repubblica, il governo delle larghe intese
hanno segnato il dibattito congressuale.
Ma, in questi mesi di campagna congressuale ho visto il Pd
migliore, ho visto tanta gente che ha rinnovato la fiducia ad un partito che
malgrado tutto resta l'unico partito democratico e popolare di questo Paese. Ho
visto un partito che nonostante la disaffezione e l'alto astensionismo ha vinto
la tornata delle amministrative conquistando e riconfermando tante
amministrazioni locali. Nei circoli, nelle direzioni, nelle riunioni ho visto la voglia di svoltare pagina, di
andare avanti, di lottare per una società più uguale e più solidale.
Ho scelto Cuperlo perché il Pd ha bisogno di un segretario a
tempo pieno e non pro tempore, un segretario che porti avanti l'azione
riformatrice del partito iniziata da Bersani(interrotta a causa delle
dimissioni del governo Berlusconi e la nascita del governo Monti), un
segretario che porti la voce sofferente dell'Italia dentro il Pse.
Un
segretario che riparte dall'art.3, secondo comma della Costituzione: " E` compito della Repubblica rimuovere gli
ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e
l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana
e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica,
economica e sociale del Paese."
La mozione di Gianni Cuperlo è l'unica che si pone in
discontinuità col passato, propone di ribaltare le politiche dell'ultimo
trentennio, rifiutando le politiche di austerità
imposte dai banchieri e dai tecnocrati europei che minano i diritti e lo stato
sociale. Da qui l'ingresso del Pd nel Pse, entrare nel Pse non per morire
socialisti, ma per costruire l'Europa democratica, sociale e dei popoli.
Lavoro, persone, uguaglianza e dignità. Ridare dignità al
lavoro e alle persone, mettendo al centro la qualità dei prodotti e non la
quantità, la dignità della persona e la retribuzione proporzionata per
garantire un'esistenza libera e dignitosa al posto del profitto. Ripartire dal
lavoro e dall'uguaglianza colpendo la ricchezza e le rendite, per un'equa
redistribuzione dei redditi e del carico fiscale.
Ritornare a Keynes. Lotta contro la speculazione finanziaria,
al neolibersmo che chiede crescita ad ogni costo, impone tagli al welfare,
pareggio di bilancio, emarginazione dei sindacati e meno diritti e tutele per i
lavoratori. Ripartire dallo Stato, tagliare gli sprechi e riqualificare la
spesa che va ridistribuita(e non tagliata) in maniere più equa e più giusta.
Ridurre la disoccupazione giovanile e femminile con un piano nazionale del
lavoro. No alla privatizzazione delle partecipazioni statali, l'Italia ha già
dato, vendere partecipazioni che rendendo allo Stato solo per fare cassa e
perché ce lo chiede l'Europa sarebbe un errore, il debito si riduce con la
crescita e non con le privatizzazioni, se il Pil non cresce, se le imprese non
investono perché le banche non danno credito, tocca allo Stato investire nell'economia
partendo dal Sud, dalla scuola, dalla ricerca, dalla green economy ecc..
Si a Letta perché l'Italia ha bisogno di un governo stabile,
un governo che porti l'Italia al semestre europeo del 2015. Un governo che deve
fare le riforme che servono all'Italia, tra tutte la riforma elettorale, il
superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei
parlamentari, la riforma delle province(che non vanno abolite) e la revisione
del titolo V. Un governo che affronta l'emergenza economica, sociale e
occupazionale del Paese.
Il partito. Basta a doppi o tripli incarichi, al tesseramento
last minute, ad organi pletorici e inconcludenti,. Serve un partito aperto,
radicato e solido nella società, un partito infrastruttura della democrazia, un
partito cerniera tra le istituzioni e i cittadini, un partito pensante e
deliberante.
In queste righe ho cercato di spiegare in maniera schematica
e in estrema sintesi perché voto Cuperlo, lo faccio con passione e
determinazione, per convinzione e non per convenienza.
Oreste Sabatino
Commenti
Posta un commento