Oltre gli slogan c'è la politica.
Ora siamo al
rush finale che vede Bersani e Renzi contendersi la guida del centrosinistra,
avrei voluto però che in queste primarie le polemiche fossero state messe da
parte per dare spazio ai contenuti, ma purtroppo non è stato così, prima la
rottamazione e poi le regole hanno tolto lo spazio a quest'ultimi.
Nel primo dibattito tv c'era tutti e 5 i
candidati e ognuno di loro ha detto cosa proponeva per il Paese, nel secondo
dibattito dove i candidati erano quelli del ballottaggio e cioè 2 Bersani e
Renzi, ha visto il primo proporre l'Italia e l'Europa di domani, il secondo volgere
lo sguardo al passato criticando il centrosinistra, Renzi non sa o meglio fa
finta di non sapere che Bersani prima come amministratore e poi come ministro è
stato tra i migliori in quel passato, pensi solo che l'attuale governatore
della Banca Tedesca da consigliere economico del primo governo Merkel venne a
Roma per analizzare e conoscere da vicino le liberalizzazioni di Bersani,
liberalizzazioni che hanno portato ai consumatori vantaggi e risparmi pari a
1000 euro l'anno tanto per dirne una. Sta parlando del centrosinistra che ha
lasciato i conti in ordine con un debito pari al 104% sul Pil e uno spread a 37
punti base, sta parlando del centrosinistra europeista che ha portato l'Italia
nell'Euro.
Se vogliamo
fare politica parliamo di contenuti non ripetiamo slogan o studi fatti, parliamo
dei programmi che sono la carta d'identità di ogni candidato.
Analizzando
il programma di Renzi pare che piuttosto che andare verso il futuro si vada verso
il passato, Renzi non si è reso conto che i suoi "miti" Clinton e
Blair hanno fallito, la Terza via di Giddens ha fallito, è fuori moda direbbe
qualcuno, gli stessi autori in scritti e libri hanno affermato il fallimento di
questo sistema, sistema che si basava su più mercato e più solidarietà, il
liberismo di sinistra solidaristico non ha funzionato, ha fallito proprio come
il liberismo.
Veniamo alle
proposte, sull'università Renzi propone
prestiti d'onore e aumento delle tasse, cioè ripropone uno schema che
porterebbe l'Italia alla stessa condizione del '67, dice che ci vuole più
meritocrazia va benissimo, ma la meritocrazia senza l'uguaglianza è una parola
vuota, sul mercato del lavoro, propone la Flexsecurity il cosiddetto modello
scandinavo che in Italia non si può applicare per tre semplici motivi: primo perché
l'Italia non ha la platea dei lavoratori che ha la Danimarca, secondo non ha le
strutture e terzo non ha le risorse per applicare questo tipo di riforma, sull'Europa
non propone una rinegoziazione del fiscal compact, dice che va bene così com'è,
evidentemente non sa nemmeno di cosa sta parlando, non propone la
regolarizzazione delle agenzie di rating con magari l'istituzione di un'agenzia
di rating europea in modo da non esser dipendenti dai falchi del rating
americano, o l'istituzione della TTF. Ecco perché Renzi non parla di contenuti
perché al di fuori di quei quattro slogan è un guscio vuoto, qualche copia
incolla delle proposte Ichino, qualche analisi ed elaborazione di vari istituti
e fondazioni questo è il suo programma.
Nel
dibattito televisivo ha tanto criticato gli errori del centrosinistra, ci sono
stati per carità, ma mettere sotto accusa Bersani che è stato uno dei migliori
ministri della Seconda Repubblica mi sembra di aver esagerato, ho capito che per
rosicare qualche voto di qualche indeciso questo tipo di critica possa andar bene ma
usare la stessa tecnica di Alfano o di Capezzone mi sembra troppo.
Cita sempre
Firenze e lo ripropone come modello ma a parte le donne in giunta, il numero degli
assessori, e le tasse abbassate non ci dice più nulla.
Perché non
ci dice cosa ne è del progetto della Tramvia o dell'aeroporto, lui che cita la
Corte dei Conti sui finanziamenti ai partiti perché non dice che la Corte dei
Conti a Firenze l'ha bloccato quando stava cercando di aumentare lo stipendio a
8 dirigenti, o dei suoi collaboratori che gestiscono la rete dei comitati "Adesso"
Maria Elena Boschi consigliera Cds Publiacqua 22 mila euro all'anno
coordinatrice dei comitati o Marco Carrai AD FirenzeParcheggi 62 mila euro
l'anno presidente dei comitati, ma lui non è quello dei: "fuori la politica
dalle partecipate"?
Ci parlasse
un po' della privatizzazione dell'Ataf che ha licenziato 300 lavoratori e a
quanto dicono i fiorentini le corse sono pure diminuite, e l'elenco potrebbe
continuare.
A Renzi consiglierei
invece di guardare il passato degli altri di guardare il suo presente e lo inviterei a fare bene il
compito per cui è stato scelto ovvero il sindaco, Firenze è una città
meravigliosa che va valorizzata e tutelata e non usata per ambizioni personali.
Oreste
Sabatino
Vicesegretario
Gd Crotone
Firenze merita un sindaco a tempo pieno, anzi lo esige.
RispondiEliminaE l'Italia esige un presidente del consiglio serio, credibile e d'esperienza. Perchè abbiamo bisogno di tornare ad un vivere civile in cui non c'è il solito furbetto o ganzetto (sono toscana) a guidarci, che ci faccia auto-assolvere delle nostre mancanze quotidiane, anche in termini di rispetto delle regole.
Ci serve una guida che ponga l'industria e lo sviluppo avanti a tutto, che riporti al centro i valori costituzionali soprattutto in termini di uguaglianza, opportunità, laicità, lavoro, diritti.
Ci serve una persona che sia credibile all'estero, perchè se vogliamo un'Europa vera e forte, che non sia fatta di figli e figliastri, che non si trasformi nella fattoria degli animali, servono persone concrete e dal profilo istituzionale alto..... Basta essere la barzelletta del mondo! Non ci servono simpaticoni e cabarettisti, quelli vanno bene per una sera a cena, serve gente seria, non cinica, realista e concreta. Serve Bersani