Ragazzi:il futuro è nelle nostre mani!


Oggigiorno uno dei tanti problemi che affligge la società italiana europea è la questione generazionale. In un periodo di crisi e recessione economica in Italia in Europa resta irrisolta la questione generazionale. Nel nuovo secolo che vede come protagonisti Paesi del Bric e la finanza mondiale, noi giovani italiani europei paghiamo gli errori e gli sprechi di una classe politica che non è stata in grado di fronteggiare la crisi e di dare nuova opportunità. Altissimi sono i tassi di disoccupazione giovanile, al 20% in Europa e al 29% in Italia, cifre che stroncano i sogni ed aspettative di milioni di giovani. In questo contesto economico-sociale drammatico dove il nostro futuro è appeso ad uno spread sempre in altalena e ad un debito pubblico che grava tutto sulle nostre spalle, sono nati in Spagna e nel mondo movimenti come gli Indignados e Okkupa,movimenti costituiti in maggioranza da giovani che si sono visti “rubare” il proprio futuro. 

Sono nate così contestazioni globali per il diritto allo studio e il diritto alla casa, una sorta di ‘68 del nuovo millennio. Con gli slogan “siamo il 99%” e  “liberi di sognare un futuro diverso” hanno invaso le piazze di tutto il mondo e raccolto simpatie da uomini come Mario Draghi e Romano Prodi.

In Italia già nel recente passato i giovani studenti e ricercatori sono scesi in piazza contro il Ddl Gelmini.,ddl che ammazza diritto allo studio, privatizza in parte l'Università, rendendola sempre un’ Università più di classe e dei baroni.

Ma anche nel campo del lavoro la situazione non è delle migliori. Da mesi il neo governo ha avviato degli incontri con le parti sociali e partiti per confrontarsi sulla riforma del mercato del lavoro. Mercato, che specialmente per i giovani è ingessato. L'ultimo intervento in favore delle giovani generazioni risalgono ai primi anni del 2000 con la famosa legge 30, la legge Biagi. Una legge che ha diffuso quel fenomeno dilagante del precariato. Importando le tipologie di contratto americano la situazione risulta la seguente: un'ora di lavoro precario costa meno di un'ora lavoro stabile e si può scegliere fino 46 tipi di contratti atipici. Tutto questo ha  diffuso lo sfruttamento di una generazione che corre il rischio di rimanere precaria tutta la vita. Una situazione che non permette di comprare casa, di sposarsi e di avere dei figli. Per non parlare degli stage e dei tirocini che sfruttano giovani neolaureati.
  
L’ultimo anno scolastico rappresenta, per ognuno di noi, una meta che ci apre un mondo insidioso e difficile da affrontare. Sogni , aspettative,nuove strade da intraprendere in modo autonomo o con l’attenta e vigile guida di “alcuni” genitori.
Mille saranno le domande, problemi, le paure , dei liceali che sceglieranno città e facoltà, lasciando il proprio paese,i famigliari, gli amici e le abitudini.
  
Ancora più difficile sarà la scelta per chi entrerà nel mondo del lavoro, dato il periodo e la situazione che stiamo attraversando poche sono le aziende disponibili a prendere in considerazione le potenzialità dei giovani considerati nella maggior parte dei casi inesperti.

Anch’io imboccherò una strada che mi porterà, per il momento, lontano da casa. Ma lascerò una porta aperta all’idea di ritornare nella mia terra e lottare per uscire da questa situazione di stallo.

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