2011-2012 : l'ultimo intervento del 2011.


Cari amici e cari compagni,

siamo alle ultime ore di quest’anno. Un anno che ha segnato profondamente la vita di tutti noi.
È stato l’anno delle rivoluzioni in Maghreb, della morte di Gheddafi e di Bin Laden, di Fukushima, dell’Ipad, l’anno che ha portato via tre grandi giornalisti come Giorgio Bocca, Lucio Magri e Giuseppe d’Avanzo, l’anno della morte di Steve Jobs, degli Indignados, della primavera arancione, dei beni comuni, ma soprattutto l’anno di Re Giorgio, il nostro Presidente della Repubblica così chiamato  dal New York Times.

Grazie alla sua lungimiranza politica oggi l’Italia non corre il rischio di finire come la Grecia.

Ieri il premier Monti nella conferenza stampa di fine anno ha annunciato che dopo il decreto “Salva Italia” ci sarà un decreto “Cresci Italia”.
L’anno che verrà, sarà per l’Italia un anno di recessione dove tutti i cittadini sentiranno gli effetti pesanti delle manovre varate in questi mesi.
Siamo passati dalla “crisi non c’è, è solo pessimismo e catastrofismo della sinistra” a: “l’anno prossimo sarà recessivo per il nostro Paese”.

L’Italia sta pagando e pagherà a caro prezzo gli errori politici di Berlusconi e Bossi che hanno lasciato a Monti un Paese sull’orlo del baratro.

Ma la situazione è drammatica in Italia come in Europa, dove assistiamo da mesi al direttorio franco-tedesco composto dalla coppia Merkozy, un’Europa sempre sotto pressione dei mercati a causa delle scelte che impongono austerità e crescita zero. 

Un Europa ostaggio dei conservatorismi e dei liberismi che hanno cavalcato l’onda della crisi trasmettendo paura e insicurezza alla gente,un liberismo che ha imposto anche ai socialisti di portare avanti politiche cieche che puntavano solo all’austerità,vedi il caso Spagna.
Una destra europea che ha inseguito per anni il mito della finanza e ancora non ha capito che la ricchezza viene prodotta dal lavoro e non dalle speculazioni.
Una destra che non ha il coraggio di attuare una Tobin Tax in modo tale da trovare subito le risorse per portare l’Europa fuori dalla crisi,una destra che va avanti col motto “ognuno per se e Dio per tutti”…
Una destra che al posto della collegialità impone l’egoismo nazionale,una destra che vuole più società e meno Stato e mira con l’austerità a distruggere il Welfare state,una destra che cavalca l’antipolitica.
Dalla crisi si esce mettendo al primo posto la persona, prima la persona. Poi segue la democrazia e poi i diritti. Il contrario di quanto sta accadendo in questa crisi,che sta semplicemente usando il lavoratore che deve produrre e pagare la crisi che gli altri hanno prodotto,assistendo così  ad un economia che detta le regole e una politica che è diventata serva dell’economia di mercato.

La sfida che ci troviamo davanti è culturale, serve l’impegno di tutti per rovesciare questo sistema che così com’è non va, e rimettere al centro l’uomo,creando un neo umanesimo.
La storia l’hanno fatto gli uomini non l’economia. Perché l’art.1 della nostra Costituzione recita che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…

Un’altra sfida è quella della scuola,formazione e ricerca. E’ necessario agevolare i giovani e i ricercatori per consentirgli di portare avanti i loro studi nel proprio Paese, al massimo in Europa.

Puntare sull’urbanistica a risparmio energetico agevolando chi costruisce case seguendo criteri di risparmio energetico e la green economy facendo del Sud Italia il centro mondiale di produzione solare ed eolico;portare avanti la costruzioni di luoghi culturali e istituire zone wifi gratuite per il libero accesso ad internet e ai social network,costruire piste ciclabili,penso che una città come Crotone situata in pianura debba essere la città calabrese capofila con la collocazione in vari posti della città di Bici-Station, mandando  un bel messaggio all’Italia, visto che siamo ultimi nelle classifiche europee.

Puntare sulle infrastrutture potenziandole in tutto il Sud Italia e dialogare, istituendo, voli commerciali con i Paese del Nord Africa;in una dichiarazione il ministro Passera ha affermato che è impossibile avere un aeroporto in ogni Provincia,e di pochi giorni fa la notizia che la Regione vuole istituire un aeroporto nella vicina Sibari che comporterebbe la morte del piccolo scalo di Sant’Anna,invece di modernizzare la linea ionica collegando quest’ultima con l’Aeroporto crotonese pensa a costruirne un altro.

Per la crescita di questo Paese serve una riscossa meridionalista,perché non può esistere una nazione che viaggia a due velocità. Se il Sud è lontano dal Nord,il Nord sarà lontano dall’Europa.
Va rafforzata la democrazia che in questi anni ha visto una deriva populistica e plebiscitaria,ma grazie alle amministrative prima e al referendum poi gli italiani hanno riconquistato la democrazia,quella democrazia del cittadino che non solo delega ma partecipa. In questi 18 anni abbiamo assistito allo svuotamento e alla personalizzazione dei partiti dove prevaleva e prevale  l’io e non il noi.
Prima persona si batte perché la Nuova Italia sia fondata su tre elementi essenziali: persone,partecipazione e territori. La nuova Europa si dovrà battere per modernità,progresso e giustizia sociale,solo con queste tre parole potremmo vincere la sfida con l’America e i paesi del Bric.

Vi ringrazio per l’attenzione!

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