La Spagna archivia l'era Zapatero con una batosta per il Psoe


Dopo 7 anni di governo Zapatero gli spagnoli riconsegnano il proprio Paese ai popolari guidati da Rajoy che dopo le due sconfitte inflitte dal premier uscente nel 2004 e nel 2008 conquista Palazzo della Moncloa e stando agli exit pool avrà una maggioranza assoluta all’interno del Parlamento dai 181-185 seggi su 350,se il risultato verrà confermato sarà il risultato più grande della storia  per i popolari.
Ancora non è chiara la ricetta anti-crisi(a parte i tagli alla spesa pubblica) di Rajoy ma da domani il leader popolare troverà una Spagna con uno spread altissimo,una disoccupazione al 22% con quella giovanile al 44% ed un deficit che supera il 9% del prodotto interno lordo.
Il neo presidente erediterà una Spagna che nel primo governo Zapatero conobbe un periodo di crescita economica eccezionale che portò alla rielezione nel 2008 del premier Zapatero definito da tutti “il socialista dei cittadini”. Negando che l’economia spagnola fosse entrata in crisi aumentò le pensione minime e i salari pubblici,ma con l’aggravarsi della crisi, la disoccupazione tocca livelli record e iniziano i primi malumori tra gli spagnoli. Dopo l’aut aut dell’Unione Europea,Zapatero mette da parte il programma elettorale  e inizia a tagliare stipendi,pensioni e indennità,aumenta l’età pensionabile e l’Iva passa dal 16 al 18 per cento. La risposta a queste scelte, arriva, durante le regionali dove il Psoe,partito del presidente crolla e perde consensi anche nelle proprie roccaforti. Il 15 maggio a Puerta del Sol,nel centro della capitale,Madrid,nasce il movimento degli indignados,poi diffusosi in tutto il mondo,composto da giovani tra i 20 e i 35 anni e anziani oltre i 60 che criticano tutti i partiti diventati ormai rappresentanti delle banche.  Dopo aver siglato un patto col partito di Rajoy per modificare la Costituzione inserendo il pareggio di bilancio obbligatorio dal 2020, annuncia le elezioni anticipate con data fissata per il 20 novembre.
La Spagna il 20 novembre volta pagina,archivia una gestione non rosea che ha visto il declino di uno dei maggiori esponenti del socialismo europeo che a causa di politiche e scelte sbagliate “ha sacrificato la sua carriera politica per il Paese”.

Oreste Sabatino
Coordinatore Gd di San Nicola dell'Alto

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