Una manovra da macelleria sociale.
Le opposizioni hanno mostrato responsabilità dopo il monito di Napolitano presentando per la prima volta nella legislatura emendamenti condivisi,malgrado la loro contrarietà al maxiemendamento.
Una manovra ingiusta e inquina che colpirà le famiglie, affondando ancor di più il welfare con più tasse e ticket e meno servizi e diritti ai disabili. Un conto salato che pagano come sempre i ceti più deboli,aumentando sempre più la forbice sociale tra redditi alti e bassi e le diseguaglianze sociali. Su 45 miliardi di manovra,circa 30 miliardi sono nuove tasse(ticket,bolli e nuove tasse),ma non vi è presente nel testo nessuna misura per la crescita e lo sviluppo e soprattutto non sono presenti riforme strutturali, dove senza le quali secondo il presidente della Banca d’Italia Mario Draghi ci vorranno presto altri tagli e nuove tasse. Quindi cos’hanno concluso con questa manovra?
Niente.
Dietro questa parola si nasconde il fannullonismo di questo governo che non esiste e non governa lasciando solo il nostro povero Paese in mano alla speculazione e all’incertezza. Il governo fa pagare il prezzo di una crisi che non ha saputo risolvere e che non risolverà.
Dietro questa manovra c’è la latitanza di un premier che invece di parlare al Paese e al Parlamento resta chiuso nel bunker di Palazzo Grazioli proprio come il suo amico Gheddafi a Tripoli,resta lì perché ha paura del popolo italiano che non lo vuole e non lo merita. C’è una maggioranza che nonostante la campagna acquisti è rimasta stordita dalla batosta amministrativa e referendaria. E anche dopo la nomina di Alfano la maggioranza viaggia sempre più su acque agitate.
L’unica nota positiva di questi giorni rimane l’unità di intenti nel presentare emendamenti unici da parte delle opposizioni che chiedevano un taglio ai costi della politica:vitalizi,pensioni,accorpamenti di piccoli comuni e provincie,tassazioni rendite ecc…Niente di tutto questo è stato accolto.
Già venerdì nell’Aula bunker della Camera Berlusconi parlava con Bossi e Tremonti non della manovra ma del caso Papa e della votazione sulla richiesta d’arresto che pende sul deputato pidielllino.
Un governo che non governa deve solo andare a casa. Serve un’opposizione politica e sociale unita e solida che devono mandare via questo governo e rilanciare al più presto un progetto di rilancio dell’economia e del Paese.
Oreste Sabatino
Coordinatore Gd di San Nicola dell'Alto
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